Risparmiare energia… cucinando!

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La tecnologia in cucina ha fatto passi da gigante, le novità si susseguono e ci danno sempre di più una mano nel rendere la casa funzionale e poco dispendiosa. Un esempio sono le piastre a induzione, anche se non sono proprio una novità, visto che in molti paesi d’Europa sono diffuse da più di vent’anni. In Italia stiamo iniziando a conoscerle meglio solo ora ma, anche se in ritardo, possiamo sfruttare le migliorie derivanti dal progresso, così da avere nelle nostre cucine un prodotto tecnologicamente avanzato, che promette ottime performance, prezzi di consumo contenuti, sicurezza e semplicità per quanto riguarda utilizzo e pulizia.

Come funzionano?

Le piastre a induzione sono composte da un piano in vetroceramica sotto al quale sono situate delle bobine al cui interno scorre corrente elettrica capace di generare dei campi elettromagnetici. Grazie a un effetto chiamato Risonanza le onde elettromagnetiche andranno a colpire i fondi in ferro delle pentole poste sulla superficie: in questo modo sarà solo il metallo a riscaldarsi, lasciando invece fredda la superficie, limitando così anche lo spreco di energia, che si concentrerà soltanto sulla zona “utile”. Lo sapevate che una piastra a induzione utilizza il 90% dell’energia impiegata, mentre un comune fornello a gas ne sfrutta solo il 55%? Significa che buona parte dell’energia viene dispersa, allungando i tempi di preparazione e, naturalmente, gravando sul nostro portafogli.

La sfida della pasta

Un buon esempio per rendersi conto del risparmio di tempo che deriva dall’utilizzo di un piano a induzione è il tempo di ebollizione dell’acqua. 2 litri d’acqua impiegano normalmente circa 12 minuti per bollire su un fornello a gas; su una piastra a induzione basteranno 4/5 minuti. Questo accade perché, grazie all’elettromagnetismo, il calore si diffonde in modo uniforme sul fondo della pentola, scaldando quindi il centro e i bordi nello stesso modo. I fornelli a gas invece permettono al calore di concentrarsi nella zona centrale, per diffondersi poi verso i lati. Fate una prova soffriggendo una cipolla: la parte al centro si scalderà molto prima rispetto a quella più esterna.

Il risparmio

In molti sono convinti che utilizzare un piano a induzione significhi andare incontro a spese gravose. Invece no. Le piastre di ultima generazione consumano poco, perché il calore non viene inutilmente disperso, inoltre è possibile impostare la potenza massima, così da permettervi di cucinare mentre avete anche altri elettrodomestici accesi. In generale, cucinando con tutti e 4 i piani a intensità medio/alta la piastra vi farà consumare al massimo 2KW, che possono perfettamente convivere con i 3KW del vostro contatore.

Un’altra spesa che spesso spaventa è quella delle pentole. Anche in questo caso, informatevi prima… e controllate il fondo dei vostri tegami. Le piastre a induzione funzionano soltanto se a contatto con il ferro, riconoscono la pentola ed entrano in funzione, per spegnersi una volta che questa viene allontanata. Prima di correre a comprare una batteria nuova però, guardate cosa c’è scritto sotto ai vostri recipienti: molto spesso viene indicato per quali piani di cottura sono adatti, ma nel caso non siano presenti indicazioni, potete sempre passare sulla superficie un magnete, se si attacca, allora non avrete bisogno di una nuova pentola. In generale sappiate però che siccome all’estero i piani a induzione sono diffusi da tempo, è possibile che abbiate già in casa gli utensili giusti senza che nemmeno lo sappiate!

La sicurezza

Usando un piano a induzione naturalmente non correrete il rischio di fughe di gas, ma potete anche essere certi del fatto che non vi scotterete toccando la piastra accesa. Infatti la vetroceramica rimane fredda e se anche avrete anelli o oggetti metallici tra le mani non vi ustionerete: la piastra riconosce la pentola e agisce solo su di essa. Questo vi permetterà anche di pulire il vostro piano di cottura velocemente e in completa sicurezza: basta uno straccio umido con una goccia di detersivo.

Nello scorso post vi abbiamo parlato di risparmio energetico e delle piccole accortezze che vi permetteranno di non disperdere inutilmente energia: utilizzando il piano a induzione non avrete bisogno del foro di aerazione necessario invece per gli impianti a gas, che rappresenta però una fuga di dispersione termica.

Voi utilizzate già i piani a induzione? Raccontateci la vostra esperienza.